Nepal: resoconto 02

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Il grande Stupa di Boudhanath simbolo spirituale di Ksthmsndu in Piazza Durbar. Lesionato dal terremoto si erge ancora fra le rovine di Durbar Street e dal centro colorato e chiassoso della città.
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Siamo nel tempio delle scimmie costruito su una collina sovrastante la città di Kathmandu. Il tempio è abitato da decine di famiglie di scimmie che scorrazzano indisturbate fra i visitatori come si vede in foto
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Due Baba (Santoni di strada) vivono nelle strade di Kathmandu con le offerte della gente che benedicono nell’universale gesto della mano.
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E’ un tempio forse distrutto dal terremoto. Sulla scalinata due elefanti, due leoni e due grifoni. Questo il significato: l’ elefante simbolo della forza di dieci uomini, il leone di dieci elefanti ed il grifone di dieci leoni.
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Siamo a Patan, centro storico e sacro dell’induismo. Molteplici Templi luoghi di preghiera e meditazione, all’esterno turisti e luogo di sosta ed incontri. Molto danneggiato al terremoto.
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La vita quotidiana è vissuta sulla strada dove si cucina, si mangia, si fa commercio……. e lavori di cucito.
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Il grande Tempio di Pashupatinath è sul fiume Bagamati, è tempio delle cremazioni e solo in parte aperto ai turisti. Possiamo incontrare molti Sadu (santoni del tempio) che vi vivono permanentemente. Si trova a Kathmandu.
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Kathmandu . Bella figura di un sacerdote in preghiera nel tempio di Pashupatinath sulle rive del fiume Bagamati.

Tibet: resoconto 02

Siamo entrati in Tibet ora provincia della Cina dal Ponte dell’Amicizia confine con il Nepal. Vicino alla frontiera molto squallore e povertà, percepita nello sguardo triste dei bambini
seduti ai bordi della strada a piedi nudi in attesa dei turisti ai
quali vendere cianfrusaglie in cambio di poca moneta.
Negli adulti si percepiva diffidenza ed ostilità.
Una volta in Tibet è cambiato completamente il paesaggio e ci siamo trovati
soli per tre giorni a percorrere la strada verso Lhasa, era stata sconsigliata dall’Agenzia Turistica perché in fase di ricostruzione dai cinesi, ma è stata poi la parte del viaggio più bella e coinvolgente.
Attualmente la strada è finita e con essa temo i grandi spazi
con gli accampamenti estivi dei pastori di yak i villaggi dalle casine bianche e finestre colorate ed i tetti fatti con grandi mattonelle di sterco di yak seccato al sole dell’estate.
La strada ci ha portato dalla pianura con il grande fiume ad un’altitudine di 5000 mt.,
per poi discendere verso Lhasa attraverso campi di grano maturo ed orzo verdeggiante.
Le fotografie che seguono illustrano questo “viaggio” nel viaggio NEPAL-TIBET.

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Nepal

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Sonno di bimba – Patan

Fossi nata fra gli Indiani d’America o nei paesi d’Oriente
nei quali ogni nome ha un significato poetico mi chiamerei
“Colei che racconta”. Narro così negli scritti che non
sono né prosa né poesia e nelle centinaia di fotografie
dei reportage dei miei viaggi, con immagini e parole, la
vita quotidiana di popoli lontani, la loro cultura, le loro
credenze, lo loro spiritualità.

Inizio la mia narrazione dal primo grande viaggio fotografico
in Nepal e Tibet nel 2005… Finalmente un teleobiettivo,
due macchine fotografiche e 36 rullini…
Fra paesaggi stranieri, templi indù e tibetani,
nel caos delle città e la pace delle campagne e dei villaggi
fra sguardi curiosi, volti sorridenti di donne uomini e bambini.

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Mercato su biciclette – Kathmandu
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“Un volto, un sorriso” – Kathmandu
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Fontane in città – Kathmandu